domenica , 23 luglio 2017
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I fuori sede a Milano (e i loro guai)

I fuori sede a Milano (e i loro guai)

Il 22% degli studenti delle università di Milano, 52.957 persone, sono fuori sede: provengono cioè da città fuori dalla Lombardia. Secondo i dati dell’Osservatorio Studenti del Ministero dell’Istruzione, l’università di Milano con il maggior numero di studenti fuori sede in rapporto al totale degli studenti è la Bocconi con il 70%, seguita dal San Raffaele con il 44%; e poi ancora Iulm (43%), Cattolica (39%), Politecnico (37%), Statale (17%) e per ultima la Bicocca (13%).

statistiche fuori sede

 

Non solo sud

Quando si parla di “studenti fuori sede”, nell’immaginario comune il flusso migratorio procede univocamente da sud a nord. In realtà è il Piemonte a fornire il maggior numero di studenti a Milano: circa 7055 (grazie alla vicinanza geografica e ai frequenti collegamenti ferroviari). Seguono Puglia (4834), Sicilia (4626), Emilia-Romagna (4328) e Veneto (3840).

Residenze e collegi universitari

Ma dove vanno a finire tutti questi studenti, che arrivano da ogni parte d’Italia? I servizi per gli alloggi figurano tra i compiti del C.I.Di.S, il consorzio pubblico inter-universitario per la gestione degli interventi per il diritto allo studio che riunisce Statale, Bicocca, Insubria e Iulm. Il C.I.Di.S gestisce 7 collegi situati in varie zone di Milano, per un totale di 873 posti. Al consorzio fanno riferimento inoltre 3 residenze universitarie: la residenza “Fontane” in Bicocca (210 posti), la residenza del Parco (200 posti), legata alla stessa università, sede di Sesto San Giovanni, e il residence universitario Iulm (120 posti). Grazie a un accordo con Aler (l’azienda regionale per l’edilizia residenziale), il C.I.Di.S dispone poi di 92 appartamenti destinati agli studenti, che offrono in tutto 135 posti letto, oltre a 20 sottotetti (54 posti) per ospitalità transitorie.

Il Politecnico fa riferimento a una propria rete di residenze: 5 sono direttamente legate all’università e offrono in tutto 955 posti, cui vanno ad aggiungersi quelli in strutture convenzionate con fondazioni private (Rui, Falciola) e con la Regione Lombardia (il campus “Certosa”, 293 posti e il campus “Martinitt”, 350 posti). I 4 collegi “in campus” dell”Università Cattolica hanno a disposizione 593 posti. Un bacino che si allarga ulteriormente se si prendono in considerazione le 4 residenze a Milano, rette da ordini religiosi, con cui l’ateneo ha una particolare convenzione. E’ la Bocconi l’università con la più ampia offerta di alloggi in proporzione al numero totale degli iscritti: attualmente  i posti per gli studenti sono 1386, distribuiti in 5 residenze.

Affitti privati

Uno sguardo a questi dati basta per concludere che, comunque, i posti a disposizione nelle strutture legate alle università, alla Chiesa o ad altre istituzioni non sono sufficienti a soddisfare la domanda di alloggio dei fuori sede. La maggior parte di loro è perciò costretta ad arrangiarsi prendendo in affitto stanze o appartamenti da privati.  I prezzi sono alti: per una comune stanza singola occorrono in media circa 500 euro (bollette escluse). Per non parlare degli affitti in nero, fenomeno (per usare un eufemismo) molto diffuso: meno tasse per i proprietari e più rischi per i ragazzi, dato che, in assenza di un regolare contratto, potrebbero essere sbattuti fuori da un momento all’altro con molta nonchalance. Non mancano spazi in condizioni precarie e sovraffollati, in cui ogni angolo viene adibito a camera da letto.

Opportunità offerte da altri enti

Il Comune di Milano ha avviato il progetto AgenziaUni per agevolare l’incontro tra la domanda e l’offerta di alloggio per studenti universitari. Il suo sito web offre servizi specifici agli studenti in cerca di casa (tramite un’iscrizione è possibile cercare appartamenti segnalando le proprie zone d’interesse e il budget a propria disposizione). L’agenzia, inoltre, offre assistenza fiscale e legale agli studenti e ai locatari. MeglioMilano, associazione senza scopo di lucro fondata da Camera di commercio di Milano, Confcommercio e Aci con le università milanesi, propone il progetto Prendi in casa uno studente: l’iniziativa, rivolta a studenti, ricercatori e dottorandi, prevede la coabitazione tra anziani autosufficienti e studenti che cercano un alloggio in città. Agli studenti viene chiesto un rimborso mensile di 250€, un po’ di collaborazione alla vita domestica e un po’ di compagnia.

Quali sono i progetti in cantiere?

Il Comune di Milano ha promesso lo scorso anno di sbloccare le situazioni di stallo relative alla costruzione di studentati, poiché si contano soltanto 4 progetti realizzati su ben 26 (colpa della crisi, dei guai delle aziende, di collocazioni lontane dagli atenei e di collegamenti tra imprenditori e gente di malaffare). Si parla di un investimento di circa 1,2 milioni di euro per ciascun progetto, al fine di creare 5.200 posti letto: negli ultimi anni sono stati portati avanti progetti che, però, in tutto hanno aggiunto solamente 800 posti letto. Alcuni esempi: la struttura di via Malipiero, in zona Mecenate, e quelli disseminati in città, da via Adriano a viale Ortles, da via Venosa al Giambellino fino a via Botticelli. Recentemente sembra che i cantieri siano ripartiti,  come quello per la costruzione di due piani della sede della Bocconi in viale Bligny e viale Isonzo, e per 227 posti dell’Aler in piazzale Ferrara. Molte costruzioni, però, potrebbe cambiare la destinazione d’uso: è già accaduto in via Corsini, potrebbe avvenire proprio in via Malipiero, Quintiliano e Oglio (probabilmente per una casa di prima accoglienza).«Le case per universitari saranno confermate solo dove ci sarà effettivamente un incontro tra domanda e offerta», ha detto l’assessore all’urbanistica e vicesindaco Ada Lucia De Cesaris.

Container per Studenti?

Installare su aree dismesse container e prefabbricati temporanei, da trasformare in case a basso prezzo per studenti fuori sede: in alcuni paesi europei l’idea abbia funzionato. È il caso di Amsterdam ,con il progetto Keetwonen, dove dal 2005 è stato realizzato un complesso di 1000 alloggi in 17mila metri quadri. Il costo (per i moduli a uso singolo) è di circa 300 euro al mese. E si vive in una specie di quartiere universitario,che oggi la più grande città-contenitore del mondo con tutti i comfort possibili: spaziosa, silenziosa, ben isolata, con il proprio bagno e cucina, balcone, camera da letto separata e sala studio, grandi finestre che forniscono luce naturale, riscaldamento e collegamento internet incluso. La proposta dei container per studenti è stata avanzata nella campagna elettorale per le regionali 2013 da Vanni Salvemini (candidato consigliere per Sel): la sua idea era di utilizzare aree dismesse, come parte del milione di mq degli scali ferroviari, ricavando così almeno 200-250 posti letto all’interno di Milano. «Il progetto – precisava comunque Salvemini – non può in alcun modo essere l’unica risposta a questo problema».

Verso il 2015

Per l’Expo Milano riuscirà a essere davvero una città universitaria? Non solo offrire corsi di studio all’avanguardia, ricerca e tirocini nelle grandi aziende; ma soprattutto diventare una città accogliente. Rendere la vita dello studente un po’ meno difficile, fornendogli degli strumenti per vivere meglio la vita della città (quella notturna compresa). E non è solo una questione di residenze: la qualità della vita dello studente, che bisogna necessariamente alzare, comprende diverse misure da rivedere: mense agevolate, trasporti, spazi per lo studio e la socializzazione.

(photo credits: YouTube)

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  • Francesco Ges

    Bellissimo articolo! Non pecca di originalità, molto preciso linguaggio semplice e chiaro! Complimenti è stupendo !

  • margherita

    finalmente un articolo dal linguaggio fresco ed immediato, molto ben strutturato e chiaro! bravo molto bello ed originale!

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