giovedì , 21 settembre 2017
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Dal fondamentalismo al dialogo: un cambiamento possibile?

Dal fondamentalismo al dialogo: un cambiamento possibile?

Giovedì 11 maggio alle h 10:45 nell’aula 113 dell’Università Statale di Milano si terrà un incontro – promosso dal Centro Pastorale nell’Università degli Studi – che vedrà la partecipazione di Farhad Bitani, autore del libro “L’ultimo lenzuolo bianco” (Guaraldi, maggio 2014) e del professor Fabio Basile.

L’esperienza narrata da Bitani sarà l’occasione per conoscere qualcosa in più sul contesto afgano, ma soprattutto per riflettere su che cosa spinge un uomo al cambiamento. Perché alla fine “le forze che cambiano la storia sono le stesse che cambiano il cuore dell’uomo”. Don Marco Cianci, resp. della Pastorale universitaria della diocesi di Milano, introdurrà l’incontro confermando l’auspicio che la pastorale universitaria contribuisca ad offrire vivaci occasioni di confronto rispetto alle sfide con cui la cultura attuale interpella chiunque – studente, professionista, cittadino – si voglia spendere per il bene comune.

Prenderà quindi la parola il prof. Fabio Basile, docente di diritto Penale presso l’Università Statale che terrà un intervento dal titolo “La diversità culturale di fronte alla legge”. Nello specifico il prof. Basile metterà in evidenza, da un lato, il multiculturalismo prodotto, in Italia e in altri Paesi europei, dai flussi migratori degli ultimi decenni e, dall’altro, lo spiccato “provincialismo” degli ordinamenti giuridici nazionali, vale a dire il loro significativo e profondo legame con la cultura nazionale (nel nostro caso, con la cultura italiana). L’incontro tra multiculturalismo generato dalle migrazioni e provincialismo degli ordinamenti giudici è fonte, inevitabilmente, di conflitti c.d. “normo-culturali”, che verranno illustrati dal prof. Basile con particolare riferimento all’ambito del diritto penale.

Seguirà la testimonianza di Farhad Bitani. Nato in Afganistan in un contesto fondamentalista, ufficiale dell’esercito, figlio di un generale dei mujaddin, oggi Farhad ha cambiato radicalmente vita dopo essere miracolosamente sopravvissuto nel 2011 ad un attentato da parte di un commando di Talebani. La svolta che ne è conseguita è stata frutto di una profonda riflessione maturata personalmente nel dialogo della fede: deporre le armi, ottenere asilo politico in Italia e dedicarsi completamente alla promozione della pace e del dialogo – interreligioso e interculturale – a partire da quanto vissuto in prima persona. In che senso il contesto multiculturale oggi sfida la nostra capacità di relazione? Come è possibile che si sviluppino rapporti più autentici e rinnovati con sé e con gli altri a partire da situazioni di violenza diffusa? Quali cammini per liberarsi da un’ottica fondamentalista che rischia di affossare l’umanità e di strutturare una mentalità comune? Come la cultura, in particolare quella universitaria, può stimolare la ricerca di ciò che ha valore per la vita? Queste sono solo alcune delle possibili piste che accompagneranno, a seguire, il cordiale dialogo con i partecipanti.

L’incontro è libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

Contatti:

cappellano@unimi.it

Università Statale di Milano

Giovedì 11 maggio 2017 ore 10:30

Aula 113 – via Festa del Perdono, 7

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