giovedì , 21 settembre 2017
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A Londra c’è un problema con gli affitti per gli studenti

A Londra c’è un problema con gli affitti per gli studenti

I problemi inerenti l’affitto, che spesso affliggono gli studenti fuori sede e quelli che vivono per un breve periodo all’estero, sono diversi e spaziano dai problemi logistici con i coinquilini, agli insetti che infestano gli angoli più improbabili della casa fino ai costi troppo elevati. Tuttavia gli studenti fuori sede che studiano qui a Milano, e quindi forse ne sanno qualcosa, possono consolarsi e pensare che potrebbe andare peggio: almeno così sembra da una recente protesta in corso a Londra.

I costi altissimi degli affitti a Londra sono un problema noto, ma sono solamente un lato della questione: spesso i proprietari, contando sul fatto che la richiesta per un appartamento o una stanza è sempre altissima, ne approfittano per investire molto poco locali che affittano. Nelle ultime settimane il problema è diventato evidente proprio in occasione delle imminenti elezioni del sindaco di Londra (che si terranno questa settimana) con la pubblicazione di alcune foto su Twitter e Tumblr associate all’hashtag #VentYourRent – (che sostanzialmente significa: dai sfogo alla tua rabbia riguardo il tuo affitto) – con cui vengono condivise le storie assurde e discriminanti sugli appartamenti in affitto.

Scrive Mashable che «il risultato è uno sfogo di storie di orrore, con appartamenti umidi, infestazioni di topi, agenti immobiliari assenti e costi altissimi. E come ha rivelato un sondaggio effettuato l’anno scorso, per alcuni abitanti di Londra l’affitto può portare via fino a 72% del proprio stipendio».

Ma il problema non riguarda solo gli affitti privati. Infatti è ancora in corso una lunga protesta portata avanti da numerosi studenti dell’UCL, l’University College di Londra, che da diversi mesi portano avanti la campagna Cut the Rent per abbattere gli eccessivi costi di affitto degli alloggi studenteschi, spesso fuori dalla portata degli studenti universitari. La campagna ha come obiettivo la diminuzione di almeno il 40 per cento degli affitti, e propone sostanzialmente uno “sciopero collettivo”, cioè il rifiuto di pagare l’affitto fino a che le loro richieste non saranno ascoltate.

Sul Guardian è stata riportato il dibattito in corso tra la UCL e studenti in protesta: un portavoce della UCL ha spiegato che l’università è alla ricerca di un dialogo con gli studenti per risolvere il problema e che da parte loro stanno compiendo «ogni sforzo per mantenere gli affitti più basso possibile: cosa difficile considerando la nostra posizione nel centro di Londra». Lo stesso portavoce ha aggiunto che gli affitti UCL sono competitivi in confronto alle istituzioni equivalenti, e imparagonabili ai prezzi del settore privato. In risposta uno studente dell’UCL ha ribattuto che «il nostro ultimo tentativo di contatto, una mail che minaccia lo sciopero degli affitti, è stato ignorato».

La posizione dell’università non sembra effettivamente così morbida: come riportato da un articolo apparso sull’Independent, il Direttore immobiliare di UCL, Andrew Grainger in risposta agli studenti in protesta ha detto: «Noi non stabiliremo canoni sulla base degli studenti meno abbienti … Alcune persone semplicemente non possono permettersi di studiare a Londra e it’s just a fact of life “, sono cose che capitano insomma. Giusto per capire quali sono le pretese degli studenti della UCL: la camera singola più economica si trova a £ 542,36 al mese (cioè 683 euro), quasi £ 5.500 (settemila euro) per un solo anno accademico, mentre, tra le più care, troviamo anche camere a più di 800 £ al mese. Gli studenti spiegano che in questo modo si trovano così costretti a fare affidamento sui genitori e a caricarsi di lavoretti extra. La conseguenza, o meglio il rischio, è che arrivino a fine mese chiedendosi se avranno i soldi non per pagare le bollette ma per comprare il cibo per sopravvivere. Parallelamente una volta terminato il corso di laurea gli studenti faranno ancora più fatica a ripagare i debiti contratti per pagarsi la retta. Ed è così che fare l’università diventa un incubo, fra lo studio, l’ansia di non riuscire a pagare l’affitto e la preoccupazione per un debito futuro sempre più ingente.

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